Nel tuo ricordo continua la nostra vita
La vita non è stata magnanima per nostra figlia Elisa. A maggior ragione la vogliamo ricordare non solo come genitori nella nostra quotidianità ma anche con queste testimonianze che amici e parenti, colleghi di lavoro e cittadini hanno voluto inviarle per un ultimo saluto. La vicinanza e l’affetto che ci hanno dimostrato ci sono stati di grande aiuto, hanno rappresentato l’ancora di salvezza, il faro che ci ha orientato nella buia tempesta del dolore che ci ha sovrastato a lungo.
La lettura di quei messaggi, soprattutto quelli dei colleghi, ci ha svelato momenti professionali della vita di Elisa a noi poco conosciuti e invece alquanto qualificanti. Momenti che devono continuare a vivere nella nostra memoria di genitori e anche in quella di chi l’ha frequentata e conosciuta.
La Zia
Ciao Ely, Voglio ricordarti per come eri, per come siamo cresciute insieme, pensare che ancora vivi, che come ai vecchi tempi mi ascolti e sorridi!!! Ovunque tu sia... sarai sempre nel mio cuore.
Giuseppe e Patricia
Cara Elisa, vogliamo immaginare che non ci hai mai lasciati. Ricordiamo con commozione la tua serenità, spontaneità, ma soprattutto la tua immensa disponibilità e amore che avevi nei confronti dei più deboli. Abbiamo sempre apprezzato la tua grande passione per la lettura, il tuo interesse per le diverse culture. Riuscivi a farci viaggiare con il pensiero in quei mondi, ascoltando i tuoi racconti. Le storie più belle su di te le abbiamo sentite da papà Adolfo e mamma Piera. Hai lasciato un grande vuoto in tutti noi. Preghiamo affinché tu possa aver trovato la serenità.
Stefania Piacentini
“Ho perso la figlia bella” ripeteva allo spasimo quaranta anni fa mia madre,
e come allora, oggi io piango un’altra figlia bella di altri, piango per lei, per
loro, e per me... che lei lo sapeva, mi aveva sentita dire ad altri che se avessi
voluto avere una figlia, l’avrei voluta come lei... voglio pensare che possiate
fare amicizia laddove siete andate, figlie belle, e che possiate insieme abbuffarvi di risate, alla faccia di chi su giornali allora, come oggi, ha gettato e getta palate di fango su di voi, non sapendo un cazzo di quanto foste meravigliose.
Linda Giuva D’Alema
Carissimi amici. Non ho conosciuto Elisa ma conosco bene e da tanto tempo, te e Piera. E non ho difficoltà a immaginare in Elisa il vostro stesso carattere, la vostra generosità, sensibilità e impegno. Vorrei poter fare di più ma non so cosa. Vi ripeto solo che noi siamo qui. Contate su di noi per quello che ritenete.
Daniele Bricca
La mia infanzia, la mia adolescenza. Le prime volte, i primi ricordi belli e i primi ricordi brutti. Ci sono momenti che terremo sempre per noi, anche perché ci ricordano attimi spensierati della nostra esistenza. Ecco, in ognuno di quei momenti eravamo insieme. La Ely e Dany. Anzi eravamo una cosa sola. “LaElyeDany”. Da domenica rileggo l’ultimo sms e penso a quel peluche regalato a Caterina. Quando sarà grande gli dovrò raccontare tante cose su chi gliel’ha regalato. Perché deve sapere che se c’è qualcosa di bello dentro di me, lo si deve anche a quei momenti con lei, con voi. Vi voglio bene.
Sofia
Cara dolce Elisa, non esistono parole che possano esprimere e al tempo stesso alleviare tale profondo dolore. Le giornate, dopo la tua scomparsa, sono state giornate sconcertanti, eravamo tutti quanti smarriti. In casa c’era un silenzio “assordante”, non c’eri tu e non c’era nemmeno “rametto”, l’aria era così cupa. Una parte di noi se ne era andata. Sono state giornate dure, soprattutto per i tuoi genitori, siccome nessuno poteva colmare questo grande vuoto. È vano cercare di far finta di nulla, ma ripensando al tuo sorriso, alla tua spontaneità, alla tua bontà e a tutti gli indimenticabili momenti passati assieme ci accorgiamo che non siamo soli, che non te ne sei andata via per sempre. Seppur lontane fisicamente, ti custodisco nel mio cuore, con gioia e con immensa nostalgia. Mi manchi e non vedo l’ora di poterti riabbracciare di nuovo. Con affetto.
Martina Baldassarri
In questi giorni in cui mi sono sentita pervasa da un silente dolore che mi ha reso inerme di fronte ad ogni manifestazione, ho sempre pensato alla bellezza e alla dirompenza di Elisa... Alla sua voce importante che riusciva
a trapassare muri dotati di isolamento acustico, alla sua passione per l’abbigliamento
maculato che riusciva ad abbinare con un cangiante ombretto color cielo... Agli orecchini a cerchio che in un attimo potevano diventare dei braccialetti unici... agli stivali... che solo da qualche tempo, erano rigorosamente
senza tacco... e questo per evitare "sbilanciamenti di peso" che l’avrebbero costretta "a guardare troppo in basso"... al caffè macchiato con latte freddo di "sogliola"... alla forte sete di comunicare, parole composte con abile maestria... che spesso le uscivano, passionali come lei... strabordanti da un fiume in piena. Così i pensieri tristi sull’epilogo, si dissolvono
in tutta questa beltà di Elisa che mi piacerebbe tanto fosse in qualche modo ritualizzata nella nostra comunità professionale. Ringrazio di cuore tutti per aver condiviso in questi giorni riflessioni, pensieri, ricordi e tanto affetto... È stato qualcosa di amaro ma nel contempo
molto dolce... Grazie! A Patrizia, per aver riportato il nostro affetto ai genitori di Elisa e di aver sempre trovato il modo di ricomprendere in questo complesso sistema le sue fragilità, dando l’opportunità, anche a chi la osservava, di fare esperienza del rispetto del valore di ogni persona... A Vincenzina, che Elisa adorava ad Incoronata e al collega Pierangelo... Un abbraccio.
Lisetta Taglia
Ho il desiderio di testimoniare quella che è stata la mia esperienza di lavoro con Elisa. Subito mi sono resa conto della sua serietà e competenza nel lavoro assegnatele. Le sue qualità di intelligenza, capacità pratica di trovare soluzioni idonee nei casi spesso delicati, me l’hanno fatta amare, tanto che a volte
anche nel chiederle consigli... finivo per dirle che era proprio “un angelo”! Partecipo al vostro grande dolore, desidero dirvi che veramente Elisa metteva anche il cuore nel lavoro e nei rapporti con i colleghi. Non c’è giorno che io non pensi... quale potrebbe essere il messaggio per noi, che ci abbiamo lavorato insieme. Dal cuore mi è venuto questo, che è anche un auspicio per quelli che lavorano in Sanità: che il suo modo moderno di intendere la
professionalità, serietà nel lavoro, impegno, correttezza nei rapporti... sia la loro ispirazione. Per me è stata una collega di lavoro preziosa, così brava e generosa da farmi pensare che dovrebbe essere considerata un “angelo”, in grado di ispirare modalità di lavoro e rapporti umani come tutti sogneremmo.
Enrica e Gioia
Piera e Adolfo carissimi,
sono qui, senza parole, per ricordare Elisa. La ricordiamo tutti con tanta tenerezza. Nei due anni, volontaria al Centro Accoglienza San Giovanni,
aveva saputo conquistare, con il suo sorriso, il cuore di tutti noi. I ragazzi ne erano innamorati. Allegra, affettuosa, disponibile sapeva dare l’aiuto che, in quel momento ci voleva. Ricordo ancora il giorno, quando è venuta a salutarci, l’abbraccio che ci siamo scambiate, la chiamavo “cucciola”. Sì è proprio nel mio cuore. Ci siete anche voi, con il dolore straziante di una perdita irreparabile, come è la morte di un figlio. Non conosco parole che sappiano consolare. Piango con Voi. Un abbraccio con grande affetto.
Rita Magi
Un forte abbraccio a te e a Piera da parte mia e credo che lassù Mauro abbia già abbracciato la cara Elisa.
Giuseppina e Carlo
Carissimi Piera e Adolfo,
quando un grande dolore attraversa la nostra via il tempo sembra fermarsi e quando riprende a scorrere niente è più come prima. Il vero significato della vita è continuare a vivere perché chi non c’è più, possa continuare ad esistere nel ricordo. Ciò che in solitudine è insopportabile, diventa accettabile se non si è soli e si lascia aperta la porta del cuore perché l’amore degli altri continui a fluire dentro di noi. Voi non siete soli, avete amici e parenti che vi vogliono bene e vi sono vicino. Noi siamo fra questi e speriamo tanto che quando e sarà possibile e vorrete, di potersi rivedere. Un forte abbraccio.
Zia Paola
Cara Piera Buona giornata. Voglio condividerti questi momenti e periodo, che è sempre stato triste per me da 30 anni a questa parte. Mio padre stava malissimo e poco dopo ci ha lasciato. Comunque le persone care, che non ci
sono più fisicamente, fortunatamente riesco a sentirle vicine non so come, ma è così. Da oggi, tutti gli anni che resterò... "qua"... però accenderò sempre una
candela alla lavanda, pianta da me sempre preferita sia per le proprietà che il profumo. Oh… Eli mi ha sempre "canzonato" per questa cosa e mi diceva: "...zia ma daiiii... ma non ti poteva piacere 'na cosa meglio... No è!!!!...". Un anno per un compleanno me ne regalò tante, e ne ho una anche al lavoro. Ora però da quest’anno sono per LEI, per averla ancora più vicina al cuore, e per la sua serenità ed anche Vostra perché comunque farà sempre parte di NOI. Come sempre un forte abbraccio. Scusami non riesco ad esprimere meglio quello che provo ma accendendola è come se Lei lo sentisse e sia presente.
